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Alba Gonzales

Sculture

Nel 1978 in seguito all’invito del critico Giorgio Di Genova ad esporre nella Piazza del Duomo di Pietrasanta la sua prima opera monumentale in bronzo (Rassegna Scultori e Artigiani in un Centro Storico) avvia un’assidua frequentazione del laboratorio del marmo di Sem Ghelardini con il quale manterrà poi sempre collaborazione ed amicizia. Il lavorare con i bravi scalpellini della Versilia, anche dopo la scomparsa prematura di Sem, a Pietrasanta, con quelli dello studio di Giorgio Angeli a Querceta o del laboratorio di Carlo Nicoli a Carrara, il veder crescere le proprie opere accanto a quelle dei più importanti e riconosciuti Maestri della scultura contemporanea ( Moore, Marino, Cesar, Noguchi, Adam, Signori, Cascella, Consagra, Penalba e altri, provenienti da ogni parte del mondo) sono state per lei occasioni straordinarie di approfondimento delle tecniche e delle poetiche del fare scultura e anche della conoscenza di se stessa. L’evolversi della personalità e della creatività di Alba Gonzales è venuto articolandosi secondo alcune tematiche particolari. Sino al 1985 ha privilegiato la dialettica della struttura con con-figurazioni antropomorfiche che sondano in modo originale il senso del mito arcaico e del meccanicismo moderno. Dal 1986 è il tema ” Amori e Miti “, che tutt’ora in divenire, si arricchisce di nuove, importanti opere a testimonianza del fascino che la cultura mediterranea continua ad esercitare. Contemporaneamente un altro tema sollecita la risposta scultorea di Alba Gonzales alla condizione esistenziale, ”Sfingi e Chimere “, ovvero la bestia che è dentro di noi, in una drammatizzazione e teatralizzazione della forma di figurazione fantastica con forti componenti erotico-oniriche.

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